Museo etnoantropologico “Venerando Bruno”

Il Museo etnoantropologico

Il Museo Etnografico “Venerando Bruno” è situato presso i locali della “Casa del Lampionaio” e nel cortile della “Casa Russo Giusti”.
La prima sede del Museo fu inaugurata il 25 settembre 1988 in un vecchio edificio dei primi anni del ‘900, che costituiva parte integrante del museo stesso. Fu dedicato a Giuseppe Sambataro e, allora, era uno dei maggiori della Sicilia Orientale.
Venerando Bruno rappresentò sempre l’anima del museo per le sue continue lotte e la sua accurata e instancabile opera di raccolta – operata con umile spirito anacoretico – di reperti della civiltà belpassese degli ultimi secoli.

“Un dono di ognuno per un Museo più ricco per tutti”

Con questa frase, l’anno precedente all’inaugurazione del museo, Venerando Bruno chiamava in causa i propri concittadini perché contribuissero all’arricchimento di quella collezione che avrebbe fatto parte dell’esposizione.
La sede del Museo era situata all’angolo tra la IV Retta Levante e la XX Traversa. L’edificio era formato da due stanze – la prima dedicata a Elena Tomaselli, allora soprintendente ai Beni Culturali e Ambientali di Catania, la seconda dedicata al Principe Borghese Manganelli – e un cortile, che inglobava un ambiente di costruzione più antica, dedicato a Giuseppe Pitrè.
Il museo è sorto con l’intento di preservare e tutelare quegli elementi che rivestono un interesse culturale di notevole importanza sociale. Essi documentano i modelli economici e le attività artistiche, manuali, culturali delle ultime generazioni vissute nel territorio di Belpasso.
Nel 1992 la Regione Sicilia, grazie all’Assessorato ai BB. CC. AA. e alla Soprintendenza di Catania, cataloga il materiale delle sale museali, che oramai appaiono fatiscenti e insufficienti a contenere la grande quantità di reperti.
Nel 1994 il museo è chiuso per mancanza di un sostegno economico da parte delle Pubbliche Istituzioni.
Negli anni successivi non sono mancati i tentativi di far rivivere un museo etnografico a Belpasso, ma bisogna aspettare il 2015, quando l’amministrazione comunale dà il via a un nuovo progetto con il desiderio di ridare valore all’opera di Venerando Bruno e conferire al paese una più alta dignità.
Il museo oggi, seppur di dimensioni ridotte, ospita una selezione dei reperti della vecchia collezione, insieme agli oggetti concessi da numerosi compaesani e a quelli raccolti da Venerando Bruno dalla chiusura del vecchio museo fino agli ultimi giorni di vita. L’esposizione, nella sua modestia, si prefigge lo scopo di offrire una panoramica della vita quotidiana del paese di Malpasso – Belpasso.
Due sale e un cortile esterno ospitano i reperti suddivisi in sezioni, ognuna delle quali mostra un aspetto particolare della vita passata. I repentini mutamenti della società e dell’economia hanno fatto cadere in disuso molti oggetti e gesti, usi e tecniche a loro legati. Il museo punta oggi come ieri a conservare la memoria della nostra storia. Siamo nulla senza il nostro passato, fa parte della nostra identità e, se il nostro pensiero e le nostre azioni non si realizzano alla luce di ciò che è già stato, non troveremo mai la via della razionalità e del progresso.